Tornare a casa

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Dire che tornare è stato semplice, sarebbe una grande bugia. Ancora mi manca lo stilo de vita dell’uni. Ma chiudo gli occhi e ricordo che ho sentito lo stesso quando sono andata via dell’Italia. Tutti quelli posti che ho conosciuto, i miei amici, gli professori, tutto quello lo porto con me. Il mio cuore batte forte ogni volta che ricordo quei momenti, sembra che fosse ieri, ma no, sono due anni che ho finito il mio erasmus e una settimana che hanno finito le lezioni a Yale. 

So che non mi manca niente a casa. Ma c’e con me quel sentimento di lasciare una parte del mio cuore di là. Subito un giorno mi manca parlare l’italiano e l’inglese. Ma quando ero là mi mancava lo spagnolo. Sarà la mia natura, un po capricciosa, che sempre li manca quello che non può avere nel momento. Boh. 

Dove vivrò nel futuro? Non lo so. Ma non mi dispiacerebbe tornare a quelle città dove una versione più giovane di me ha vissuto, cresciuto e imparato tantissimo. E casa? Amo il Messico, ma ho sete di avventura, di conoscere il mondo, di viaggiare, di essere leggera come il vento. Che imprevedibile, magari quello è lo bello e tragico del futuro.

A dopo i miei cari lettori!

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